Felsina - Bononia - Bologna
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I Portici
portico del Pavaglione
portico del Pavaglione (vecchia cartolina)

Bologna la Dotta, Bologna la Grassa, Bologna la Rossa. Questi gli appellativi con cui si suole definire la città derivanti dall'antico Studio, dalla cucina e dal colore dei mattoni con cui sono costruiti i suoi palazzi. A questi manca quello che maggiormente la caratterizza: Bologna città dei Portici.
I Portici: solo nel centro storico se ne contano 38 Km a cui bisogna aggiungere:
  • quello che collega porta Saragozza al santuario di San Luca lungo Km 3,796
  • quello che collega l'arco del Meloncello alla Certosa
  • quello che collega porta Maggiore alla chiesa degli Alemanni
  • tutti quelli delle nuove zone abitative all'esterno dei viali di circonvallazione.
  • Come nascono i portici a Bologna:
    Nel tardo medioevo il forte incremento della popolazione, dovuto principalmente allo sviluppo dell'Università, rese necessaria la costruzione di altre unità abitative e si provvide a ciò ampliando i piani superiori delle case esistenti con asporti retti dal prolungamento delle travi portanti e da mensole dette «beccadelli». Ampliando successivamente detti asporti i «beccadelli» non erano più in grado di reggere l'aumento di carico e si rese necessario scaricare a terra il sovrappeso tramite colonne in rovere . All'epoca quasi tutte le costruzioni, tranne le torri, erano relizzate nel medesimo materiale anche perchè il territorio attorno alla città era ricco di foreste di querce.
    Nel 1288 per dare riparo ai commercianti, agli studenti della nascente Università, per rendere abitabili i pianterreni umidi e malsani causa il contatto con la fanghiglia e i liquami delle strade, venne promulgato un bando per cui nessun nuovo edificio doveva essre privo di portico alto almeno 7 piedi bolognesi (2,66 metri), cioè quanto un uomo a cavallo e largo altrettanto. A queste misure non ci si attenne scrupolosamente specie nelle zone più povere, l'importante fu che le case fossero munite di portici.
    casa Isolani in strada Maggiore
    - Casa Isolani -
    bell'esempio di portico con
    stilate in rovere alte 9 m
    Il 26 marzo 1568 il Legato Pontificio mons. Giovanni Battista Doria e il Gonfaloniere Camillo Paleotti emisero un bando per cui, entro tre mesi, tutte le colonne lignee dei portici dovevano essere sostituite da colonne in laterizio o in macigno
    «Vedendosi di quanta comodità, e ornamento pubblico sia l'uso di Portici in questa Magnifica Città, e desiderandosi, non solo di mantenere, e conservare detti Portici; mà ancora ampliarli, e ornarli maggiormente per decoro della Città, e universale giovamento. Il Reverendissimo Monsignor, il Sigor Gio. Battista Doria Governatore, e li Magnifici, e Eccelsi Sig. li Sig. Anziani Còfoli, e Gonfaloniere di Giustizia insieme con l'illustre Reggimento, Hanno ordinato, e stabilito, che ciascuna persona di qualunque stato, grado, e condizione si sia, debba fra termine di tre mesi prossimi, avere levato via tutte le Colonne di Legno, che sostentano detti Portici, pertinenti alle case loro, e in loco di quelle rifare, e avere rifatte, e rimesse altre Colonne di Macigno, o di Pietra cotta con quella magnifica proporzione, che a loro piacerà, e principalmente nelle strade di Stra Maggiore, San Felice, e Stra Santo Stefano...»
    Nonnostante le minacce (10 scudi d'oro di multa) molte stilate di legno resistettero fino alla metà del XIX secolo quando la sostituzione fu generalizzata. Fortunatamente l'intervento del conte Giovanni Gozzadini ci permette ancor oggi di assaporare le suggestioni di tardo medioevo dei pochi portici sopravvissuti con colonne in legno.

    Il portico più lungo del mondo:
    portico di san Luca
    Bologna può vantare il portico più lungo del mondo; ben 3,796 Km senza soluzione di continuità da porta Saragozza fino al santuario dedicato alla Madonna di san Luca eretto sul Colle della Guardia a 289 metri sul livello del mare.

    Il Santuario, con annesso convento, fu costruito nel 1194, successivamente fu ampliato e solo tra il 1723 e il 1774 fu realizzato l'edificio attuale su progetto di Carlo Francesco Dotti.
    arco del Meloncello
    - Arco del Meloncello -
    incisione Pio Panfili 1805
    Il 28 giugno 1674 fu posta la prima pietra del porticato e nel giro di solo due anni furono completati i 300 achi del tratto in pianura. Il tratto in salita fu realizzato tra il 1706 e il 1715. In collegamento tra i due tronconi fu eretto, su disegno del Dotti, il magnifico «arco del Meloncello» tra il 1721 e il 1732. In totale il portico è formasto da 666 archi e alla sua costruzione partecipò tutta la popolazione.
    Per maggiori informazioni sulla Basilica: sito ufficiale della Madonna di San Luca

    Santuario di San Luca
    Santuario di San Luca - ultimo tratto del portico

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