Felsina - Bononia - Bologna
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Le Antiche Mura
Le mura di Bologna Bononia imperiale romana
Mura di Selenite
Addizione Longobarda
Mura dei Torresotti
Terza cerchia del XIII sec.

Le Mura di Selenite:
Probabilmente già i romani nell'epoca imperiale avevano dotato la città di una cinta difensia, si pensa che in un primo momento sia stato costruito un «vallo» (come era loro consuetudine) cioé un terrapieno circondato da un fossato alimentato dalle acque del torrente Àposa a oriente e del rio Vallescura a occidente, successivamente, vista l'importanza della città che possedeva sia un teatro che un'arena, siano state costruite vere e proprie mura di di protezione munite di torri.
In epoca romana la città copriva un'estensione di circa 50 ettari, avendo una forma quadrangolare di 700 metri di lato, corrispondente ad una delle particelle della «centuriatio» (suddivisione effettuata dai romani del terreno agricolo da destinare a nuovi coloni. A ciascun colono veniva concesso un appezzamento di circa 12 ettari, cioé un quarto di tali particelle).
Comunque quelle di cui si sono trovati reperti sono quelle erette tra il III e il IV secolo, al tramonto dell'Impero Romano, per la difesa contro le invasioni barbariche. Allora la città aveva dimensioni molto ridotte essendo la popolazione molto calata rispetto allo sviluppo del periodo imperiale, aveva forma quadrangolare i cui lati misuravano 400÷450 metri e copriva circa 18 ettari. I suoi confini erano compresi fra le attuali:
mura in Selenite
tratto di mura in selenite
in via Manzoni
via Manzoni a Nord
via Valdaposa a Ovest via Oberdan a Est
via Farini a Sud
Nella prima metà del V secolo alle quattro porte poste ai quattro punti cardinali, Porta Piera, Porta Stiera, Porta Procola e Porta Ravegnana, furono fatte issare da san Petronio delle colonne di selenite con croci di pietra, a difesa sopranaturale della città. Secondo un'altra tradizione si vuole che dette croci siano state poste alla fine del IV secolo da sant'Ambrogio, allora arcivescovo di Milano e pertanto avente giurisdizione su Bologna. Ora queste croci sono conservate nella Basilica di San Petronio.
Le mura erano costruite con blocchi di selenite (gesso crudo cristallino translucido proveniente dai vicini colli) posizionati a secco per formare una muraglia spessa due e alta 7 o 8 metri.
A sud della città probabilmente era posta una torre di avvistamento elevata su un poggio e dotata di fossato di protezione colmo d'acqua, verosimilmente quella detta successivamente del Poggiale all'incrocio delle attuali vie Nazario Sauro e Santa Margerita (via N. Sauro, meno di un secolo fa, si chiamava appunto via del Poggiale).
Allorquando i Longobardi invasero la città, si sistemarono a oriente, nella zona di porta Ravegnana e probabilmente costruirono un terrapieno a difesa dei loro acquartieramenti, nella zona detta «Addizione Longobarda».

Le mura dei Torresotti dette del Mille:
Nel periodo comunale la popolazione è in aumento, si costruiscono molte abitazioni all'esterno della cinta muraria pertanto sorge l'esigenza di proteggere anche questi nuovi quartieri. Fu pertanto costruita una seconda cinta muraria, lunga circa quattro chilometri, munita di 19 porte dette serragli o torresotti (perché sormontati da torri di difesa), circondata da un fossato alimentato dal torrente Aposa.
Dei 19 serragli oggi ne restano solo quattro e sono:
mura del Mille
tratto delle mura del mille
in piazza Verdi
Torresotto di via San Vitale
Serraglio di via Castiglione
Torresotto di via Piella
Torresotto di via Porta Nova
Torresotto di via San Vitale
Torresotto di via San Vitale

In quell'epoca Bologna attraversava un periodo di sviluppo economico e culturale notevole, infatti proprio in quegli anni sorse il famoso Studio. Quando questa cinta di mura fu terminata ormai la città si era abbondantemente estesa oltre il suo perimetro da cui la necessità di provvedere alla realizzazione di una ulteriore cerchia.

Terza cerchia del XIII sec.
Porta S. Isaia
Porta S. Isaia
abbattuta nel 1904
Porta Castiglione
Porta Castiglione
ancora esistente
L'edificazione della terza cinta di mura ebbe inizio nel 1206 con lo scavo di un fossato e l'innalzamento di un terrapieno sostenuto da tavole e tronchi, interrotto da dodici varchi sui quali vennero successivamente erette le porte in muratura. Questa cinta, che corrispondeva agli attuali viali di circonvallazione, era lunga 7600 metri.
Nel 1300 i terrapieni vennero sostituiti da bastioni in muratura circondati da fossati e le porte furono dotate di ponti levatoi.
Le mura furono costruite secondo l'antica tecnica dei muri «a sacco», cioè con un muro interno ed uno esterno in latterizio riempito di un conglomerato di cittoli e calce, tecnica utilizzata anche per la costruzione delle torri.
Il muro aveva uno spessore di circa un metro ed era alto circa nove metri.
Oggi le mura non esistono più, furono abbattute all'inizio del XX secolo perché considerate un ostacolo per lo sviluppo della città e perché il loro abbattimento era fonte di lavoro per molti operai disoccupati. Molto probabilmente queste motivazioni nascosero le vere cause dell'abbattimento: la necessità di rinpinguare le casse comunali vuote con la cessione dei terreni liberati nonché delle relative licenze edilizie.
La strenua difesa di Alfonso Rubbiani e di Giosuè Carducci per l'interesse storico ed artistico riuscì solo a salvare dalla distruzione 10 delle dodici porte.

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