Felsina - Bononia - Bologna


I Misteri
Giovanni Aldini: il Frankenstein italiano


Nacque a Bologna nel 1762, nipote dell'illustre Luigi Galvani, ne seguì le orme nello studio degli effetti dell'elettricità sui cadaveri, fu professore e ricercatore di fisica presso l'Università di Bologna. Da vero uomo di spettacolo organizzava rappresentazioni, invero alquanto macabre, in cui, applicando la corrente elettrica, faceva aprire occhi e bocca a teste decapitate di animali e contrarre arti a corpi decapitati.
Egli era convinto che con l'elettricità fosse possibile risuscitare un cadavere.
Per tentare l'esperimento gli serviva un corpo intero ed in buono stato, normalmente si serviva di condannati a morte però in quasi tutti gli stati europei le esecuzioni avvenivano per decapitazione, solo in Inghilterra per impiccagione.
Tra il 1802 e il 1803 si recò a Londra e qui finalmente poté effettuare l'esperimento a cui tanto teneva. Trovato il prigioniero adatto, ne attese la condanna a morte (sembra non senza il suo intervento presso i giudici) e appena eseguita la sentenza prelevò il cadavere per i sui esperimenti in pubblico. Applicando elettrodi in varie parti del corpo fece sollevare braccia e gambe, aprire gli occhi e la bocca, sollevare il petto come in un profondo respiro. Per gran parte del pubblico presente il cadavere era risuscitato sia pure per breve tempo. L'unico effetto che ottenne fu la morte per infarto del suo assistente rimasto impressionato dai risultati.
Dagli esperimenti dell'Aldini trasse ispirazione Mary Shelley per la scrittura del suo celebre romanzo Frankenstein.



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