Alma Mater Studiorum
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Il Fittone
il Fittone
Qual membro eretto votato a coitar con la terra, madre di ogni uomo, mi levai dalle profondità marittime ove sovrano Nettuno siede.
Penetrai la terra e nella gaudente cittadina di Bologna emersi.
Ben più di millanta anni passaron da allora; intorno a me non fuor cose, se non caduche, ed ...       «IO ETERNO DURO!!».

Così i versi di Ventoso De Rualdo che narrano la leggenda di Ercole prigioniero dell'Ade.
(versi riecheggianti, nella parte finale, il III canto dell'Inferno di Dante Alighieri)



In realtà si tratta di un paracarro posto dal Comune di Bologna, nel 1870, all'inizio di via Spaderie per impedire il passaggio delle carrozze (Via Spaderie non esiste più: era ubicata dove oggi è il portico che va da via Orefici all'angolo con via Rizzoli).
Quel Fittone divenne punto di incontro per i golardi dell'epoca che lo eressero a loro simbolo, divenendo anche simbolo civico tanto che un prete bolognese, in disaccordo con l'autorità comunale di allora, esaltandone l'aspetto fallico, scrisse questo distico:
"Del nostro municipio questo è il cazzo
e chi veder vuole i coglion, vada a Palazzo."

Foto storica del Fittone all'inizio
della antica via Spaderie
strada non più esistente

Nel 1912 il Fittone fu rimosso per lavori urbanistici (allargamento delle vie del centro storico), questa cosa provocò una rivolta studentesca con occupazionme del Municipio, il 13 maggio il fittone riapparve in via Zamboni fra una folla plaudente di studenti e fu collocato sotto al portico dell'Università mentre nel luogo primtivo veniva posta una lapide.
Il Fittone subì varie traversie: sopportò un tentativo di ratto da parte dei padovani nel 1912 prima della translazione, fu spezzato durante il ratto modenese del 1947, ingabbiato in solido acciaio nel 1950, decapitato dai fiorentini nel 1958, nello stesso anno uccellato dai ferraresi e trasferito all'interno dell'Università.
Da questi avvenimenti viene conteggiata la data dalla Goliardia Bolognese (1l 2003 è il XCI post traslationem Fictonis, LIII a Fictonis Ingabbiatus, XLV a Fictonis in Universitate).
Da quel Fittone prese il nome il Sovrano Ordine Goliardico della Città:

Se il Fittone era il simbolo della vita studentesca, le associazioni fra studenti non potevano che chiamarsi Balle da cui un detto per indicare i rapporti fra l'Ordine e le singole Balle:

«Il Fittone senza balle non funziona, la balle senza il Fittone sono inutili.»

- Alcune delle Balle Bolognesi -
Balla di Montecristo


Goliardica Balla
di Montecristo
Balla del Nettuno


Excelsa Neptuni Balla
Balla dell'Oca - S.O.C.M.E.L.

Sacre Oche Congregatio
Magnifica Et Lustrissima

S.O.C.M.E.L.
Balla Bolognese


Balla de li
Goliardi Bolognesi
Balla di Congiura


Congiura de' Pazzi
Feudo Romagnolo

Antiquissimo et Florentissimo
Feudo Goliardico delle Castella
e del Forese di Romagna
Parocchia Veneta


Antiquissima et Nobilissima
Parocchia de li
Studenti Veneti
La Melangola


Venerabile Ordine
della Melangola
Cricca


Cricca Marchigiana
in Bologna
le Tre Palle -S.O.T.P.M.


Sovrano Ordine delle
Tre Palle Meridionali
Slavonia - G.N.O.C.S.

Goliardico Nobilissimo
Ordine Cavalleresco
di Slavonia
Tempesta


Ducato della Tempesta

"Dichiarazione dei Principi della Goliardia"
sottoscritta a Venezia nel 1946

"Goliardia è cultura ed intelligenza.
È amore per la libertà e coscienza delle proprie responsabilità sociali davanti alla scuola d'oggi e alla professione di domani.
È culto dello spirito che genera un particolare modo di intendere la vita alla luce di un'assoluta libertà di critica: senza alcun pregiudizio di fronte ad uomini ed istituti.
È infine culto delle antichissime tradizioni che portarono nel mondo il nome delle nostre università di Scolari".

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