
Nella seconda metà dell'ottocento, in Europa e negli Stati Uniti, le Esposizioni divennero un mezzo per diffondere la
cultura industriale crescente e per far conoscere le meraviglie delle macchine a vapore e dell'elettricità.
Nel 1885 alcuni imprenditori, intellettuali e politici bolognesi decisero di tenere nella loro città una Esposizione
Universale per l'anno 1888 in concomitanza con le celebrazioni dell'ottavo centenario della nascita dell'Università.
L'Esposizione era divisa in tre sezioni: una regionale di agricoltura e industria, una nazionale d'arte e una internazionale di
musica.

Contrariamente ai desiderata dell'Università che voleva la manifestazione vicino alla sua sede per poterne utilizzarne in
seguito i fabbricati, si decise di costruire i padiglioni dell'industria e dell'agricoltura, nonché la sala concerto ai
Giardini Margherita da poco inaugurati, mentre il padiglione delle belle arti si tenne a San Michele in Bosco che per l'occasione
fu collegato ai Giardini Margherita con una funicolare costruita dall'ing. Ferretti che aveva anche provveduto al tramway di
collegamento con la città.
Il piazzale dell'Esposizione fu adornato da un'ampia fontana con leoni, serpenti e sirene, opera di Diego Sarti, che
successivamente verrà posta ai giardini della Montagnola.
L'Esposizione fu inaugurata il 6 maggio 1888, con sei giorni di ritardo sulla data preventivata, alla presenza dei Reali, del
Presidente del Consiglio Crespi, di onorevoli, di autorità locali e di migliaia di cittadini. Allietarono la giornata ben
60 bande musicali.
Nonostante l'apparente "sinecura" dei giornalisti, sembra che nessuno si sia accorto della mancanza dell'illuminazione elettrica
durante l'inaugurazione, illuminazione elettrica che era una delle più attese novità industriali di quegli anni.
Seppure in ritardo l'Esposizione ebbe l'elettricità che fu l'occasione per proporre ai bolognesi l'idea di dotare la
città del novo ritrovato tecnologico.
L'Esposizione rimase aperta sei mesi e i visitatori furono mezzo milione, sicuramente pochi considerato il periodo di apertura e
la concomitanza con i festeggiamenti del centenario dell'Università.
I visitatori furono attirati principalmente dagli avvenimenti mondani, dalle manifestazioni sportive e spettacolari quali le
ascensioni in pallone. Il pubblico borghese dimostrò di apprezzare sopratutto i "restaurants" e il "caffé
chantant".
Come in tutte le Esposizione dell'epoca furono distribuiti premi costituiti da medaglie d'oro, d'argento e di bronzo che in
seguito adornarono le confezioni e le pubblicità dei porodotti premiati.
I cancelli furono chiusi l'11 novembre.