| Felsina - Bononia - Bologna
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La Storia

Bologna nel medioevo in una rappresentazione del Francia del 1507

Cenni storici:
Già nell'età del bronzo comparvero i primi insediamenti, ma solo
nell'età del ferro, attorno all'anno 1000 a.C., fu creato un centro ben organizzato, costituito da quattro
villaggi, crocevia fra nord e sud, abitato da gente di stirpe italica, appartenti alla cultura Villanoviana, nome
derivato dalla località (Villanova di Castenaso) a 7 chilometri da Bologna in cui, nel 1853, il
conte Giovanni Gozzadini scoprì il primo gruppo di tombe appartenenti a questa civiltà.
Attorno al VI secolo a.C. apparvero gli Etruschi che, mescolandosi con la popolazione locale, imposero la loro cultura
e battezzarono la città col nome di Felsina.
In questa età Felsina si trasforma e diviene un centro urbano ben organizzato e assume un ruolo importante nei
rapporti commerciali tra gli insediamenti della Pianura Padana.
Nel IV sec. a.C. la città venne assediata, occupata, distrutta e ricostruita dai Galli Boi che cambiarono il
nome in Bona.
Nel 191 a.C. la città fu conquistata da Scipione Nasica e divenne colonia romana
latinizzando il nome in Bononia.
Il centro abitato di Bononia fu notevolmente ampliato. Bononia non aveva cinta muraria e l'abitato si ampliò
senza soluzione di continuità. Nell'anno 88 a.C., Bononia cambiò il suo stato giuridico e da colonia
di diritto latino divenne municipio. I suoi cittadini acquisirono la cittadinanza romana.
Nel 53 d.C. fu distrutta da un incendio rovinoso ma, grazie all'abbondanza delle sue risorse e ad un aiuto dello
stesso imperatore Claudio, riuscì a riprendersi in breve tempo.
Nell'età augustea, in Bononia furono effettuati importanti lavori di urbanistica, quali pavimentazioni
stradali in lastre di trachite, canali e fognature. Tuttavia l'opera più importante fu il famoso acquedotto
che, prelevando acqua dal torrente Setta, la portava, come avviene tuttora, in una cisterna di chiarificazione alle porte
della città con una galleria di oltre venti chilometri; da quì veniva distribuita alle fontane pubbliche e alle terme
tramite tubazioni di piombo «fistolæ».
L'alto Medioevo, con le invasioni dei barbari, fu un periodo di decadenza per Bologna, gran parte delle abitazioni
furono abbandonate, e la città si ridusse dentro le mura come una piccola fortezza. In quel periodo Sant
Ambrogio, in visita alla città, la descrisse come il
"
cadavere di semidistrutta città"
All'inizio del V sec. d.C., il vescovo
Petronio, futuro santo e patrono della città, avvia la ricostruzione.
La città viene coinvolta nella guerra tra Goti e Bizantini e, con la conquista di questi ultimi, diventa avanposto
Bizantino. Nel 727, il re Liutprando conquista Bologna che rimane Longobarda fino al 774, quando Carlo Magno la
restituisce alla Santa Sede.
La nascita, nel 1088, della famosa
università,
la più antica del mondo, trasformò la città nella capitale Europea della cultura.
Nello stesso periodo vennero erette molte
case torri, tra le quali la Torre degli
Asinelli iniziata nel 1109.
Nel 1194 Enrico V concesse a Bologna il diritto di battere moneta.
Questa moneta, chiamata Bolognino, era in lega, rame e argento, portava da un lato la scritta Henricus e dall'altro
Bononia.
Ecco l'escritto imperiale:
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Nos Enricus Quintus rex Romanarum Studio Bononiensium moti jus concedimus pecuniae signandae in urbe Bononiae.
Atque Agnellum Praetorem hujus concessionis munere investimus, ut prout expedire putaverit, civitati pecuniam
percutiendam curet, modo ne monetae imperiali sint aut forma aut pondere pares.
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Da allora Bologna ebbe la zecca.
Nel XIII secolo Bologna con i sui 60.000 abitanti era la quinta città europea per popolazione (dopo Cordova,
Parigi, Venezia e Firenze) ed era, al pari di Milano, il maggior centro industriale tessile d'Italia. Il complesso
sistema idrico di cui si era dotata la città, con la sua sviluppata
rete di
canali, la fornivano di energia per le sue industrie, specie seriche di cui Bologna era la capitale, oltre a
fornire un eccellente mezzo di comunicazione per il trasporto delle merci tramite il canale
Navile che metteva la città in comunicazione con il Po e quindi con il mare.
In quel tempo la città assumeva le caratteristiche architettoniche e urbanistiche evidenti anche ora, con
strade che si diramano a raggera dalle due principali piazze, Maggiore e Ravegnana, espandendosi con successive
cerchie di mura cittadine. Oltre a ciò assumeva anche la proprietà, che
ancor oggi la distingue, di
città dei portici.
Nel 1249 la città partecipò alla Lega lombarda combattendo contro Federico II, facendone prigioniero nella battaglia
di Fossalta il figlio
Enzo, re di Sardegna, che rimase inprigionato fino alla morte avvenuta nel 1272. Per ricordare la vittoria
della Fossalta e l'ingresso di Re Enzo in città Bologna istituì la
Festa della Porchetta che si tenne ogni anno il 24 agosto per piu di cinque secoli fino all'ingresso delle
truppe di Napoleone in città nel 1796.
Tra la fine del XIII e l'inizio del XIV secolo la città fu agitata dalle lotte tra guelfi (Geremei) e ghibellini
(Lambertazzi). Praticamente tutta la popolazione si suddivise parteggiando per l'una o l'altra famiglia e non passava
giorno senza fatti di sangue o tumulti. Nel 1274 le società d'arti e d'armi appoggiarono i Geremei cacciando
definitivamente i Lambertazzi (fatto raccontato nel poemetto tragicomico pubblicato in lingua bolognese nel 1827 dal
conte Gregorio Casali
«Bulògna travajâ dal guêrr zivil di Lambertazz e di Geremì»:).
Nel 1513, dopo essere stata oggetto di dispute tra papato e varie signorie, divenne parte dello Stato Pontificio.
Nel 1630 la città fu colpita gravemente dalla
peste che già dall'anno precedente era esplosa nell'Italia
settentrionale portata dai soldati lanzichenecchi. In sette mesi, nel centro urbano, vi furono 13.398 vittime, su una
precedente popolazione di 61.559 abitanti, più 16.300 morti nelle campagne.
Nel settembre 1794, in casa dello studente Luigi Zamboni, si tenne una riunione in cui si decise di adottare come segno distintivo per la cospirazione contro il governo
papale il verde, il bianco ed il rosso. Il 13-14 novembre il Zamboni ed un altro studente, Giovan Battista De Rolandis, distribuivano coccarde tricolori mentre
accennavano ad un moto rivoluzionario. Successivamente vennero arrestati e processati. Il 15 agosto 1795 Zamboni venne trovato impiccato in cella mentre De Rolandis
venne condannato a morte ed impiccato alla montagnola.
La storia completa la si può trovare sul seguente libro:
Il 29 aprile 1796, Napoleone autorizzò l'uso della coccarda tricolore (verde bianca rossa). Il 17 ottobre Aldini venne acclamato presidente della
Confederazione Cispadana, il 28 ottobre 1796, il Senato di Bologna deliberò Bandiera coi colori nazionali - il verde, il bianco, il rosso. Pertanto si deve
ritenere che la nascita del Tricolore come Bandiera Nazionale sia avvenuta a Bologna e che gli ideatori siano stati Zamboni e De Rolandis.
Per maggiori informazioni sulla nascita della Bandiera Nazionale Italiana cliccare su:
Bologna, 28 ottobre 1796: Nascita della Bandiera Nazionale Italiana
Il 4 dicembre 1796 la cittadà di Bologna, costituitasi in Repubblica prima fra tutte, approva la Costituzione Repubblicana.
Per maggiori chiarimenti andare a:
Costituzione della Repubblica di Bologna
Qui si può scaricare il testo completo della
Costituzione.rtf (202 Kb)
Dopo la caduta di Napoleone lo Stato Pontificio ritornò al potere e vi rimase fino al 1859 quando, a seguito del plebiscito conseguente la II guerra di
Indipendenza, la città fu annessa al Regno d'Italia.
Le opere d'Arte: Bologna è ricca di monumenti e d'opere d'arte, da ricordare:
Piazza Maggiore, il cuore della città, la
Basilica di San Petronio (Gotica, 14º-17º sec.), il
Palazzo dei Notai (14º sec.), il
Palazzo Comunale (13º-16º sec.), il
Palazzo del Podestà (15º sec.), il
Palazzo dei Banchi (15º-16º sec.), il
Palazzo Re Enzo (13º sec.), la
Fontana del Nettuno (Rinascimentale, del Giambologna) e il complesso delle sette chiese di
Santo Stefano (Romanica 11º e 12º secolo).
Da visitare sono
San Giacomo Maggiore (Gotica, 13º-14º sec.),
San Domenico (13º sec. con opere di N. Pisano, Michelangelo e Filippo Lippi),
San Francesco (12º sec.),
l'Archiginnasio (16º sec.),
Santa Maria dei Servi (14º-15º sec.), il
Palazzo della Mercanzia (14º sec.) e le
torri pendenti (12º sec. l'Asinelli, 98 m, e la Garisenda, 48 m).
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