alchimia
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«È pertanto l'alchimia una casta meretrice, che ha molti amanti, ma tutti delude e a nessuno concede il suo amplesso. Trasforma gli stolti in mentecatti, i ricchi in miserabili, i filosofi in allocchi, e gli ingannati in loquacissimi ingannatori...»
(Tratto da: Annalium Hirsaugensium Tomus II, S. Gallo, 1690, 225)
Alchimista

Arte «Chimerica» che cerca di individuare la sostanza solida, detta «pietra filosofale», che si idendifica nell'elemento atto a tramutare la materia e a trsformare i metalli vili in oro, o liquida, «elisir di lunga vita» avente la proprietà di fermare la decomposizione delle materie organiche o di rinnovarle per dare all'uomo l'eterna giovinezza. Benché non si abbiano elementi certi circa l'epoca in cui gli uomini si occuparono di questa eterna illusione, si può ritenere che abbia avuto origine in ambienti greci dell'Egitto nel I sec. d.C.  Le prime opere in merito furono scritte in greco e attribuite a personaggi fantastici, o, falsamente, a persone veramente esistite.
Dopo la conquista dell'Egitto da parte dei mussulmani (VII sec), gli alcimisti si trsferirono a Bisanzio, dove ebbero un perido di decadenza.


Khalib ibn Yazid, pricipe degli Ommiadi, fu il fondatore dell'alchimia araba, come Gheber lo fu per quella medioevale europea.  Di quest'ultimo non si hanno molte notizie, però dai suoi scritti, ammesso che siano autentici, si deduce che la scienza, a quei tempi (VIII sec.), era già avanzata descrivendo apparecchi per ebollizione, filtrazione e distillazione molto perfezionati e la preparazione dell'acido solforico, del nitrato d'argento, dell'acqua regia e di vari acetati.


Nel XII secolo, causa lo sviluppo delle nuove conoscenze, gli alchimisti si dedicarono alla ricerca di risultati più pratici della pietra filosofale, e a fini, per così dire, industriali, quali la raffinazione dei metalli, la preparazione di leghe, la fabbricazione di sostanze coloranti e la distillazione dell'alcol puro.  Il merito di questa evoluzione spetta a Arnaldo da Villanova, Lullo di Maiorca, Ruggero Bacone e Paracelso.  A qust'ultimo va attribuita la creazione della iatrochimica, tendente ad isolare i primi rimedi sintetici di origine minerale e vegetale, segnado i primi passi verso la chimica farmaceutica. Altri valenti chimici furono: il Libavio che descrisse la preparazione industriale dell'acido solforico, e Van Helmont che per primo adoperò la parola gas e si diede allo studio degli aeriformi e dell'anidride carbonica, da lui chiamata gas silvestre.

L'estendersi della nuova conoscenza doveva dare più forza alle illusioni degli alchimisti e nei secoli XV e XVI la ricerca della pitra filosofale e dell'elisir di lunga vita divenne frenetica; presso tutte le corti l'alchimista prometteva miracoli, e spesso anche i principi regnanti si dedicarono alla ricerca alchemica.  Con la scoperta di sempre nuove sostanze chimiche, l'alchmia venne screditata essendo rimasta ferma nelle sue primordiali illusioni ritenute ormai prive di serietà.  Ciò nonnostante l'alchimia non è morta e la speranza di creare l'oro ogni tanto risorge con nuova fede per lo più alimentata da ciarlatani.  Così nel sec. XVII in Gernania la società Rosa-Croce si occupava di alchimia; nel 1799 Jane Stephens vendeva al governo britannico un suo segreto per la produzione dell'oro; nel 1912 Jollivet Castelot pubblicava in Francia Comment on devient alchimiste e La sintès de l'ore; ed ancora nel 1935 Dunikowski eccitava la stampa con il suo metodo per l'estrazione dell'oro dalle sabbie silicee.

mandragora mandragora Ad ogni modo, sia che l'alchimia voglia intendersi ancora come "l'arte di fare l'oro" o di trovare nuovi rimedi contro i mali del mondo, il suo significato intrinseco non può non essere correlato al profondo anelito dell'uomo di ricercare se stesso, di porsi al centro dei fenomeni che accadono in quel misterioso universo che lo circondano ed in qualche modo di poterli manipolare.

Le più recenti scoperte della moderna fisica nucleare possono, a buona ragione, ritenersi l'alchimia del nostro tempo.  Si tratta però di un'alchimia del tutto diversa basata su concetti strettamente scientifici, lontana dai desideri di ricchezza, che fu l'obbiettivo finale degli alchimisti del passato. Possibilità di trsformazione degli elementi si intravvedono già ma difficoltà tecniche ed economine ne impediscono la realizzazione.

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